Non me lo ricordavo più...
Quanto tempo era passato dall'ultima volta che
vi ero stata? Poco, troppo, non un attimo.
Sembrava che la vita iniziasse e finisse in
quelle quattro case infossate sulla collina.
Ogni volta che tornavo era come se non me ne fossi mai andata.
Forse, nonostante le critiche e la noia che suscitava,
amavo davvero quel posto, mi ci ero affezzionata con gli anni.
Si può dire che ci ero cresciuta. Seconda casa, un corno.
Casa è ovunque risieda la tua anima, il tuo cuore, il tuo spirito.
E non importa se non si è ancora trovata, o la si è persa.
Presto la si ritroverà perchè l'Essere Umano è errabondo,
sempre a migrare in cerca di una situazione migliore.
Ma qui avevo i cipressi che mi guardavano, l'ombra dell'abete che mi copriva,
le viti che mi circondavano per chilometri e chilometri.
Cosa si può cercare di meglio? Già, forse un giorno, tra tanti anni,
avrei imparato ad apprezzare davvero quel luogo,
quel piccolo angolo di Eden che tutto il mondo ci invidia.
Ma sì sa, l'adolescenza è un periodo così.
Non si è mai capaci di apprezzare nulla...
E quindi mi dirigo verso casa di una mia amica,
fantasticando sul giorno in cui ce ne andremo insieme,
lontano da tutto quello, a scoprire il mondo.
Sento una risata e già sogno quest'estate,
l'unico periodo in cui forse concluderò qualcosa
per cui valga la pena vivere l'anno prossimo.
(LLL)

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